Il cambiamento climatico è un male per la pace nel mondo

Uno studio dell’Università di Stanford rivela l’interconnessione tra politica e ambiente.

Con l’aggravarsi della crisi climatica globale, si aggraveranno anche i conflitti armati. Questa deprimente conclusione è stata tratta da uno studio pubblicato il 12 giugno sulla rivista Nature . Esso ha riunito un gruppo di esperti di varie discipline (economia, scienze politiche, scienze ambientali, ecc.) per analizzare la minaccia che il cambiamento climatico rappresenta per la sicurezza globale; il risultato non sembra buono.

Se il pianeta si riscalda di 4 gradi Celsius – la direzione attuale in cui ci stiamo dirigendo, a meno che i governi non intensifichino significativamente i loro sforzi per combattere le emissioni di gas serra – lo studio dice che “l’influenza del clima sui conflitti aumenterebbe più di cinque volte, balzando ad una probabilità del 26% di un aumento sostanziale del rischio di conflitto”.

Il cambiamento climatico influisce sulla stabilità delle colture, sulla produzione di cibo, sulla sopravvivenza degli animali, sull’accesso all’acqua potabile e sull’uguaglianza tra le società. Può schiacciare l’economia locale in una sola stagione, creando tensioni finanziarie, che poi portano ad un aumento della violenza.

Anche se il cambiamento climatico da solo non può significare la distruzione di una particolare nazione, esacerba i problemi che possono già esistere in molti luoghi, come il basso sviluppo socioeconomico, un governo oppressivo e la recente storia di conflitti violenti. Questi, dicono i ricercatori, sono più un rischio per la stabilità civile che il cambiamento climatico da solo.

La Siria ne è un esempio. Un rapporto del Pentagono del 2015 segnalava una terribile siccità – la peggiore degli ultimi 500 anni – che ha costretto migliaia di siriani ad abbandonare le loro case rurali per entrare nelle città. Questa migrazione ha contribuito all’instabilità, che si è poi trasformata in una guerra devastante che continua ancora oggi.

Il governo degli Stati Uniti ha definito il cambiamento climatico un “moltiplicatore di minacce”, dicendo che è un fattore che potrebbe “scatenare la violenza di quegli Stati che già barcollano sotto il peso di altri problemi” (via Inside Climate News). I leader globali farebbero bene a tenerne conto. Dal comunicato stampa dello studio:

“Le strategie di adattamento, come l’assicurazione dei raccolti, lo stoccaggio post-raccolta, i servizi di formazione e altre misure, possono aumentare la sicurezza alimentare e diversificare le opportunità economiche, riducendo così i potenziali legami tra clima e conflitti”.

E’ un rapporto allarmante ma importante. Scopri di più nel breve video qui sotto.

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